TANTRA

Tantra

In India la parola Tantra descrive un nutrito gruppo di testi più o meno antichi, molti dei quali non ancora tradotti, che trattano di concetti filosofici, oltreché di pratiche magiche, culti, rituali, ecc., In Occidente, invece, il termine Tantra viene erroneamente fatto coincidere solo con quella limitata parte dei testi tantrici che tratta di rituali dove l’energia sessuale viene impiegata secondo regole precise nell’ascesi mistica.

La parola Tantra si può tradurre sia come testo che come trama, rete, tessuto, ordito, ecc.

E’ una parola assai particolare che dà il senso dell’unione di tutte le cose. Come se l’Universo, che ai nostri occhi appare spezzettato e diviso in parti o oggetti, fosse in realtà un gigantesco e unico tessuto vibrante.

Sviluppare una “visione tantrica” della vita significa “percepire” l’unione di tutte le cose. Il Tantra è più un modo di sentire, percepire, emozionarsi che di pensare. La ragione, considerata solo una piccola parte della nostra mente, viene superata dall’intuizione, dal percepire più con il corpo che con la testa. I tantrici, o più correttamente, i “Tantrika”, vivono di emozioni, sensazioni, vibrazioni. Il Tantrika è prima di tutto una persona che è capace di meravigliarsi per ogni più piccola cosa. Al pari di un bambino, è in grado di cogliere la bellezza della manifestazione in un filo d’erba, come in un animale, in un’onda del mare come in un tramonto. Il Tantrika percepisce dietro ogni aspetto della realtà la medesima vibrazione, il medesimo soffio vitale. Non bisogna però confondere questa capacità di meravigliarsi con una visione romantica e a fiorellini della vita. Il Tantrika vede lo stesso principio vitale e dinamico all’opera dietro le manifestazioni più amene dell’esistenza come anche dietro quelle più terribili: non c’è distinzione tra un laghetto circondato dai fiori e un corpo umano che si degrada dopo la morte. Alla radice di ogni manifestazione c’è la Shakti, la Potenza, la Dea. La Dea Madre dei tempi antichi che trova il suo opposto e il suo completamento in Shiva, forse la divinità più misteriosa e contraddittoria del panteon Indù.

Per il Tantrika, la realtà è polarizzata. Ogni espressione della vita, dal verme alla galassia, è polarizzata. Così come in una calamita ci sono i poli negativo e positivo, in ogni cosa c’è un polo Shakti e uno Shiva.